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INSIEME PER CONOSCERE E CONTRASTARE IL CYBERBULLISMO

pubblicato 2 mag 2018, 01:14 da don Paolo Nutarelli   [ aggiornato in data 2 mag 2018, 01:14 ]
Docenti, Alunni, Genitori, Ispettori della Polizia di Stato della Questura di Gorizia e Polizia Postale, INSIEME PER CONOSCERE E CONTRASTARE IL CYBERBULLISMO






Facendo seguito all’incontro svoltosi in data 29 gennaio u.s. presso il nostro Istituto tra gli alunni delle classi 4A, 5A e 5B della Scuola Primaria “V. da Feltre” e gli Ispettori della Polizia di Stato della Questura di Gorizia, in data 19 aprile 2018, presso la Sala Polifunzionale “Boegan” del Comprensivo si è tenuto l’incontro formativo/informativo tra gli Ispettori della Questura di Gorizia e della Polizia Postale, gli alunni delle succitate classi, i loro docenti e i loro genitori, relativamente all’uso opportuno dei Social.
 Il mondo delle reti sociali è in cambiamento incessante, non esistono più barriere tra la vita digitale e quella reale: quello che succede on-line sempre più spesso ha impatto fuori da Internet, nella vita di tutti i giorni e nei rapporti con gli altri. L’incontro ha avuto l’obiettivo di aumentare la consapevolezza degli alunni sul cyberbullismo, sensibilizzarli nei confronti di questo cattivo uso della rete e offrire loro una buona informazione, spunti di riflessione e strumenti di tutela. Importanti e significativi gli interventi di alunni e genitori.
      Gli incontri effettuati rientrano nel Concorso/Progetto “PretenDiamo Legalità, a scuola con il Commissario Mascherpa”; gli Ispettori torneranno a trovarci per una cerimonia ufficiale con la consegna degli attestati ed anche una menzione speciale, ma questa sarà una sorpresa.
      Ormai il cyber bullismo può essere paragonato ad un pugno in pieno viso ricevuto all’intervallo a scuola, perché internet, il web e i social network fanno parte della vita di ognuno di noi, soprattutto dei ragazzi, e costituiscono una sorta di mondo virtuale dove tutto è più veloce, talvolta più bello, ma anche brutale e terribile.
      Aiutiamo ad acquisire la consapevolezza che il web non può sostituire una bella partita di pallone o una passeggiata con le amiche ma che, in compenso, ciò che accade online è reale e un’offesa scritta può ferire quanto o anche di più di una detta a parole. 










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