Inclusione e Bisogni Educativi Speciali


INCLUSIONE DEGLI ALLIEVI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI 

referente: Monica Medeot
Il giorno 30/06/2014 è stato istituito presso l'Istituto il G.L.I.il gruppo di lavoro per l'inclusione. Si tratta di un gruppo di studio, di progetto e di intervento i cui componenti sono integrati da tutte le risorse specifiche presenti nella scuola, al fine di assicurare all’interno del corpo docente il trasferimento capillare delle azioni di miglioramento intraprese e un’efficace capacità di intervento sulle criticità rilevate nel contesto. La composizione del G.L.I. e le sue competenze sono indicate nel DECRETO DI COSTITUZIONE DEL GRUPPO DI LAVORO PER L’INCLUSIONE DI ISTITUTOallegato nella sezione sottostante. 

Il G.L.I. prevede che venga presentato ogni anno scolastico un PIANO ANNUALE PER L'INCLUSIONE (PAI), che ha lo scopo di individuare annualmente gli aspetti di forza e di debolezza delle attività inclusive svolte dalla Scuola e di predisporre quindi un piano delle risorse per l'anno scolastico successivo, una migliore accoglienza degli alunni, con una particolare attenzione a quelli con BES. 

Il PAI riassume una serie di elementi finalizzati a migliorare l'azione educativa della scuola e va inteso come uno strumento che possa contribuire ad accrescere la consapevolezza dell'intera comunità educante sulla centralità e la trasversalità dei processi inclusivi, in relazione alla qualità dei risultati educativi, per creare un contesto educante dove realizzare concretamente la scuola “per tutti e per ciascuno”. 
La normativa di riferimento è rappresentata dalla NOTA DIVULGATIVA del 27 giugno 2013, Prot. 1551/2013.
Si allegano i Piani Annuali per l'Inclusione.


Solo una scuola capace di accogliere tutti i bambini e i ragazzi, e di pensare al futuro per il loro ingresso nel mondo degli adulti, ha titolo a chiamarsi scuola.

Una scuola che sa rispondere adeguatamente a tutte le difficoltà degli alunni e sa prevenirle, ove possibile, diventa poi una scuola davvero e profondamente inclusiva, capace di soddisfare tutte le diverse caratteristiche che gli alunni portano con sé.

L'integrazione, a cui si è finora pensato,  è un processo basato principalmente su strategie per l'alunno  “diverso”  ad essere quanto più possibile simile agli altri. Porre la normalità come modello di riferimento significa negare le differenze in nome di un ideale di uniformità.

L'inclusione si basa invece non sulla misurazione della distanza da un preteso standard di adeguatezza, ma sul riconoscimento della rilevanza della piena partecipazione alla vita scolastica da parte di tutti i soggetti.

Inclusione è quindi  una scuola ricca di tutte quelle specialità che le differenze portano con sè, sul versante dei bisogni e delle risposte attivate; specialità che  devono essere una risorsa, che devono creare una speciale normalità, in cui quest'ultima  cambia e si arricchisce di competenze tecniche che la rendono migliore, più efficace e più  accogliente per tutti gli alunni.

Inclusione, però, è scelta, è opportunità, è sfida. I campioni non si fanno nelle palestre, si fanno con qualcosa che hanno nel loro profondo: un desiderio, un sogno, una visione.  E chi nella propria vita sceglie di assecondare le proprie passioni sceglierà di lottare per esse e  portarle avanti fino in fondo, guardando un ostacolo alla volta, senza pensare all'ultimo perchè rischierebbe di inciampare al primo. Questo è quanto viene chiesto oggi, nuovamente, a tutti gli operatori della scuola: di credere con passione a un nuovo start-up di sistema che punti dritto al cuore, alle persone che la fanno e che la vivono...senza guardare a quell'ultimo ostacolo.

Un passo delle Indicazioni per il curricolo del novembre 2012 cita: ogni scuola deve pensare al proprio progetto educativo non per individui astratti ma per persone che vivono qui e ora, che sollevano precise domande esistenziali, che vanno alla ricerca di orizzonti di significato. Alla scuola l'arduo compito di raccogliere con successo una sfida universale, di apertura verso il mondo, di praticare l'uguaglianzaa nel riconoscimento delle differenze.

Nelle Indicazioni si descrive una scuola che deve fare della diversità una risorsa per il proprio curricolo.

Il modello sociale dei Disability Studies interpreta l'inclusione come il continuo miglioramento di un contesto per rispondere ai bisogni dei soggetti che ne fanno parte. L' inclusione scolastica è  un percorso verso la crescita illimitata degli apprendimenti e della partecipazione di tutti.

L'inclusione comporta una gestione integrata delle risorse umane e strumentali, un contatto vero con le persone, fatto di incontri e spesso di scontri. E' un lavoro faticoso, senza sosta, che va inseguito e costruito, con fermezza e costanza e forse non basta una vita professionale per vederne i risultati. Non bastano dei dettami normativi , sono necessarie  motivazione, convinzione ed immaginazione.

Va fatto perchè nella nostra mente e prima ancora nel nostro cuore ci sono le persone, con la loro vita, con la loro valigia già “piena di cose”...e quando varcano la soglia della nostra scuola e suona la campanella, almeno in quel momento, devono sentire di far parte di qualcosa.

 

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Elisa Dibarbora,
28 set 2016, 03:01
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Elisa Dibarbora,
28 set 2016, 03:04
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Elisa Dibarbora,
13 feb 2017, 09:41
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Elisa Dibarbora,
28 set 2016, 03:02
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Elisa Dibarbora,
28 set 2016, 03:03
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